
Come evitare che i riscaldatori a infrarossi presenti nel bagno diventino una minaccia
Installare lampade a infrarossi in un bagno richiede una certa attenzione. Ci sono infatti costanti vaporizzazioni d’acqua e, di tanto in tanto, spruzzi diretti d’acqua. In ambienti del genere, un elemento riscaldante tradizionale rischia di causare cortocircuiti o, peggio ancora, di far passare la corrente direttamente all’interno dell’apparecchio stesso.
Per evitare questo, ci concentriamo su due aspetti: il modo in cui la struttura dell’apparecchio isola l’elettricità e quanto siano efficaci i sigilli presenti.
L’importanza dell’isolamento e delle classifiche IP
Non basta semplicemente coprire il riscaldatore con un rivestimento di plastica: l’umidità troverà comunque il modo di penetrare all’interno. Utilizziamo ceramiche ad alta qualità o vetro di quarzo, poiché questi materiali mantengono l’elettricità al suo posto, anche quando vengono bagnati.
Ci impegniamo per raggiungere le classifiche IPX4 o IPX5. In parole semplici, i cavi interni e i terminali delle lampade sono protetti da guarnizioni in silicone resistente al calore.
Il problema è che, se l’acqua entra nei terminali, la resistenza diminuisce e si verifica un cortocircuito. Per evitare questo rischio, utilizziamo connessioni “immersive”: i cavi vengono avvolti in una resina impermeabile. Questo rappresenta una vera protezione per l’apparecchio.
La battaglia contro il calore
Il vero problema è l’espansione termica. Quando le lampade si riscaldano, i materiali con cui sono fatte si espandono. Se i sigilli sono troppo rigidi, si romperanno sotto pressione.
Ecco perché utilizziamo elastomeri flessibili e resistenti al calore. Questi materiali mantengono il sigillo efficace, sia che la stanza sia molto fredda oppure che il riscaldatore funzioni a 400°C.
I compromessi (perché niente è perfetto)
C’è però un problema: quando tutto viene sigillato troppo bene, si crea calore all’interno dell’apparecchio, il che può causare problemi. Per questo non si possono utilizzare cavi in PVC: si scioglieranno e bruceranno in poche settimane. Bisogna quindi utilizzare cavi rivestiti di Teflon o silicone.
Inoltre, bisogna tenere presente che un apparecchio completamente sigillato non è facile da manutenere. Non si può semplicemente sostituire una lampada in pochi secondi: bisogna smontare l’intero apparecchio per poter sostituire i componenti danneggiati.
Un ultimo consiglio: collegate sempre questi apparecchi a un dispositivo GFCI. È la vostra sicurezza. Se un sigillo dovesse rompersi, l’elettricità verrà interrotta in pochi millisecondi, prima che chiunque se ne accorga.